Quarantena da Coronavirus: come sfruttare al meglio il TEMPO

Ebbene si, anche noi social media manager siamo costretti alla quarantena!
Abituati certo, più di molti altri allo smart working, non abituati però alla clausura.

E quindi come si fa?

Riprendiamo quella vecchia serie che ci appassionava tanto ma così tanto da non ricordare più a quale puntata fossimo arrivati?

Rispolveriamo quel libro che è lì sullo scaffale da troppo tempo e il cui successo risale ormai ad un tempo remoto?

Ci riscopriamo tutti chef improvvisando una pizza di sabato sera perchè noi senza pizza il sabato sera non sappiamo stare?

Si, certo. Potremmo fare tutto questo. Ma probabilmente è quello che leggerete nella stragrande maggioranza di blog e pagine internet. E non nego di esser la prima ad aver fatto quanto elencato.
Però vorrei andare un po’ oltre e dare un senso più profondo al tempo che forse per la prima volta ci troviamo ad avere e, forse, anche a non saper utilizzare nel migliore dei modi.

Si perchè la settimana è scandita dai ritmi lavorativi, dagli orari scolastici dei bimbi, dalla cura della casa e dei nostri anziani e mai, dico mai, ci ritroviamo per così tanto tempo soli con noi stessi.

Sono una social media manager è vero, sono anche biologa e potrei dare a un articolo come questo un taglio molto più tecnico e scientifico ma non mi va.
Di spiegazioni su cosa sia il virus, sui sintomi, il contagio e i numeri che ne conseguono ne è pieno il web.
Ma del tempo che trascorriamo soli con noi stessi in questo momento, chi se ne occupa?

Dobbiamo occuparcene noi e dobbiamo averne cura. E’ il momento opportuno per guardarci dentro e capire se tutto nella nostra vita sta andando nel verso giusto.
Ho il lavoro che sognavo da piccolo? Dedico abbastanza attenzioni ai miei figli? Ho mai ascoltato le esigenze del mio partner? Voglio bene a me stesso?

Voglio bene a me stesso…un tema tanto sentito quanto ignorato. Eppure mi domando: quanti di voi si vogliono bene a tal punto da stare bene nel mondo che li circonda? Quanti di voi stanno così bene con sè stessi da poter stare allo stesso tempo bene con gli altri?

Io per prima mi metto in discussione. Io per prima alzo la mano e mi identifico tra coloro che di sè non si prendono mai abbastanza cura.

Beh, questo è il momento giusto per farlo. Questo è il momento giusto per dire basta e ripartire.

Da soli e poi con gli altri.

Fatelo, provateci anche voi e poi…attendo commenti 😉

Anni che sembrano vite: quante volte cambiamo nel corso del tempo?

Provando a digitare la parola età nei motori di ricerca, ecco che salta fuori una lista infinita di personaggi celebri quali Pamela Prati o Carlo Conti alla cui anzianità evidentemente molte persone sono interessate. Ma cosa rappresenta per me l’età? Quanto sente il trascorrere del tempo una poco più che trentenne come me?

Oggi vi parlerò proprio di questo, non del tempo inteso come quello necessario alla cottura di un buon pasto né di quello meteorologico, argomenti probabilmente più sentiti e digitati nel web. Vi parlerò invece del tempo inteso come dimensione di cui facciamo parte, più o meno inconsapevoli ma che inevitabilmente ci porta a riflettere.

Se mi volto indietro, rivedo immediatamente quella ragazzina appena ventenne, ribelle e impavida che combatteva contro il mondo intero e non accettava compromessi. Una piccola donna che cercava di affermarsi attraverso convinzioni rigide e poco malleabili, per lo più di rottura con l’ambiente circostante.

Dopo appena qualche anno mi ritrovo invece qui a fare i conti con le mezze misure e le tonalità di grigio, mai prese in considerazione prima. A trent’anni ti ritrovi costretto a scegliere tra priorità e voglia di salvare il mondo, tra esigenze, tra bisogno di concretezza e un animo ancora appassionato che si aggrappa agli ultimi fulminei pensieri di libertà.

Crescere lo dico sempre, ti cambia. Non tanto nel carattere i cui tratti peculiari restano per lo più gli stessi. Crescere ti cambia nel modo di affrontare la vita e le situazioni che ti mette di fronte. E non è mancanza di personalità, anzi. La propria personalità si definisce attraverso esperienze di confronto e di messa in discussione di sé stessi, attraverso la flessibilità e lo spirito di adattamento. Non concedersi ma imparare ad ascoltare. Non cedere ma trovare la via migliore per raggiungere degli obiettivi che è importante porsi e perseguire lungo il cammino della vita.

A vent’anni si vuole spaccare il mondo, scappare di casa e provare esperienze estreme. A trenta si cerca il modo migliore per vivere bene in questo mondo, costruirsi la propria casa e il proprio ambiente e arricchirsi di esperienze utili e positive. Nessuna colpa, nessuno sbaglio. Tutto fa parte del percorso di crescita e immagino che fra altri dieci anni sarò qui a scrivere cose ancora diverse. L’importante è vivere nel presente in armonia con sé stessi senza aggrapparsi al passato né programmare un futuro troppo lontano. Ponetevi degli obiettivi ma concentratevi sulle strategie del presente e adattatele ai cambiamenti.

La mia parola chiave di oggi? Senza dubbio spirito di adattamento.